Theatro: un hub creativo tra pensiero, spazio e relazione

Se potesse esistere l’Arte del mescolare, Theatro sarebbe per l’architettura ciò che Memmo Mancini è stato per gli artisti del Novecento.
Domenico Mancini, classe 1944, viene assunto in una modesta bottega dietro il Pantheon dalla ditta G. Poggi appena diciottenne. Poco tempo dopo, chiamato per un posto in banca, rifiuta l’offerta per diventare il fedele e insostituibile punto di riferimento per tutti i clienti, tra i quali molti grandi artisti: da Giorgio de Chirico a Salvador Dalí a Balthus, da Renato Guttuso a Giulio Turcato, da Andy Warhol a Robert Rauschenberg, da Cy Twombly a Mario Schifano.
Le miscele di oli, resine, pigmenti, colori, polveri e smalti non avevano segreti.
Per mescolare alla perfezione sono necessarie profonde conoscenze, grande ricerca e un pizzico di geniale incoscienza. Se così è per Memmo Mancini, ciò vale anche per Theatro.

C’è chi, proprio Theatro, lo definisce un progetto per “menti folli e cuori coraggiosi”, ma la sua solidità racconta ben altro.
Theatro, con la sua sede principale a Verano Brianza, mostra la concretezza e le capacità imprenditoriali di aver trasformato una visione in realtà e, con il suo payoff “meet, think, build”, rende la composizione architettonica manifesto di un concept ben chiaro, che fa di sintesi, semplicità ed eleganza le sue linee guida.
Progettato in parte dallo studio di Architettura Marco Castelletti – che ne firma la Hall d’ingresso – e in parte da Lombardini22 – che dà vita agli spazi di lavoro, di “messa in scena” e d’incontro – Theatro abita gli ambienti con una flessibilità unica diventando, a necessità:
- un laboratorio, in cui professionisti di ogni settore condividono la loro esperienza per migliorare i prodotti esistenti;
- un hub fisico d’incontro e un incubatore di energia e produttività;
- un palcoscenico, che ospita incontri, eventi culturali, talk, workshop;
- un network, che facilita il lavoro di promozione e gestione dei contatti tra aziende.
Theatro è luogo di sinergie, relazioni, ispirazione e opportunità in cui, contemporaneamente, si dà vita e si abita la buona architettura.
Uno spazio dove la mano incontra il pensiero, dove la soluzione prende le sembianze dell’innovazione e dove la sfida viene tradotta in successo.
